Vincenzo Pìtaro Giornalista
venerdì 21 febbraio 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
Sanremo, tutti lo criticano, tutti lo vedono
#Sanremo2014. «Brutto», «bruttissimo», anzi… godibile! Tutti lo criticano, tutti lo vedono. Secondo voi, perché? (v.p.)
#Sanremo
nella foto: Cat #Stevens
martedì 18 febbraio 2014
Sanremo n° 64 al via
di Vincenzo Pitaro
Il Festival di Sanremo bisogna prenderlo così com’è: né troppo sul serio, né troppo alla leggera, con tutto quello che si porta dietro, anno dopo anno: le inevitabili polemiche iniziali, le grane dell’ultimo minuto, le bizze e i capricci dei soliti «malati di protagonismo». Insomma, a tutto quello che accade «prima» è meglio non prestare orecchio.
Inutile starsi tanto a scervellare, la cronaca del Festival si gioca come sempre su pochi ingredienti fondamentali: i testi (frivoli o impegnati che siano), la musica, le papere in diretta e i...fiori. Anche se, negli anni scorsi, per la verità, la kermesse ha fatto parlare di sé per ben altri motivi: dispute, diatribe, lotte di fazioni o altri eventi che con la canzone avevano ben poco (o nulla) da spartire.
Per la sessantaquattresima volta, dunque, Sanremo libererà nell’aria, da stasera, i suoi motivi: melodie, ritmi, un fiume di note e di parole che - non ci stancheremo mai di ripeterlo -contribuiscono, almeno fino a sabato, a rendere meno pesanti agli italiani i disagi e le angoscie della loro vita quotidiana.
I primi big e i giovani emergenti eseguiranno i loro brani in un clima di generale soddisfazione, riportando il Festival sulla dirittura dei grandi interessi commerciali e popolari. La prima a scendere sul palcoscenico dell'Ariston sarà Arisa. Buon Festival
Vincenzo Pitaro
martedì 28 gennaio 2014
L'era dei Social Network
di Vincenzo Pitaro
I Social Network? «Sono ormai diventati la nostra seconda casa!», dice - durante un’intervista - una parlamentare della Repubblica Italiana con incarichi di governo, molto appassionata, a quanto pare, di Hi-Tech e Comunicazione. E già, come darle torto! Oggigiorno, sembrano addirittura avere invaso (letteralmente) le nostre vite. Una vera e propria «febbre» che non sembra risparmiare nessuno. È un continuo passaparola. E i frequentatori diventano sempre più numerosi: giovani e meno giovani (politici, artisti, studenti, impiegati, professionisti), coppie di coniugi, persino persone anziane.
Il perché di questo trend? È presto detto: sta nella voglia di comunicare. L’idea di poter connettersi col mondo, sembra affascinare oltremodo. Ma quanti sono i social che popolano la Rete? E, soprattutto, qual è quello più adatto alle diverse esigenze di ciascuno di noi?
Ce ne sono per tutti i gusti: per lavoro, per amicizia, per passatempo, per condividere video, musica, foto, immagini animate (Gif, Graphics Interchange Format) ecc.
Andiamo per ordine. A fare da «apripista», ovviamente, è stato Facebook, fondato dieci anni fa (nel 2004) da Mark Zuckerberg.
Qualche anno prima - invero - era già nato Linkedin; un network a cui spetterebbe la primogenitura se non si fosse soltanto trattato di una piattaforma «social» dedicata interamente al mondo del lavoro, dove i propri utenti possono creare una rete di contatti professionali. Poi, nel 2006, su iniziativa di Evan Williams e Biz Stone, nasce Twitter, il social che più di altri - come si sente dire negli ambienti giornalistici - «ha saputo creare fin dall’inizio un grande feeling con i giornalisti». Sarà, forse, per questo motivo che gli operatori dell’Informazione lo prediligono? Probabilmente sì. Negli Usa, infatti, c’è chi sostiene che «buona del suo successo, il Social delle news (o, se preferite, del «cinguettio») lo deve proprio a questo feeling». Oggi, peraltro, molti giornalisti sostengono che se in Italia e nel mondo accade qualcosa d’importante, su Twitter lo si viene a sapere in tempo reale, prim’ancora di ritrovare le news sui tradizionali siti d’Informazione. Il Social Network richiede una grande capacità di sintesi: un tweet, come si sa, è composto da 140 battute. Peccato che non consenta ai propri utenti di pubblicare direttamente anche i video e le immagini gif.
Tutto qui? No! Tra i social network più diffusi, ovviamente, c’è anche Google+, nato molto più di recente, nel 2011. Il social di Google dapprima era accessibile soltanto su invito e solo da alcuni anni è diventato pubblico. Google+ - com’è noto - approda nel «panorama social» in seguito ad altri due progetti firmati Big G (Google Buzz e Google Wave), purtroppo, non andati a buon fine, almeno secondo le aspettative che allora anelavano nella sede di Mountain View. Ecco quindi la rivincita con Google+ (si scrive anche Google Plus, pronuncia: Plas. O anche abbreviato: G+). Oggi il Social si presenta integrato con tutti i servizi principali di Google, in particolare con Google Talk, Picasa e Rubrica dei contatti, e dà la possibilità di condividere gif animate. Peccato che, spesso e volentieri, insorgano problemi con la pubblicazione diretta dei video e finanche con la condivisione da YouTube.
Google+ comunque sembra avere tutte le carte in regola per tenere testa alla concorrenza, se non addirittura per primeggiare su di essa. Certo, se ci fosse qualche idea in più, il Social andrebbe decisamente meglio, diventando ancora più allettante sia per i privati che per le aziende.
Per chi, infine, preferisce le immagini alle parole, sono da segnalare: Instagram, Picasa e Flick. I tre social (di photo-sharing, ossia di condivisione di foto) sono riusciti a ritagliarsi, nel web, un posto di tutto rispetto.
Vincenzo Pitaro
domenica 13 ottobre 2013
Vincenzo Pitaro
Vincenzo Pitaro, giornalista, scrittore e autore Siae per la parte letteraria. Iscritto all’Albo professionale dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 1985, fa anche parte del Sindacato Nazionale Scrittori. È altresì iscritto alla S.I.A.E. con la qualifica di Autore della parte letteraria e all’Asmi (Associazione Stampa Medica Italiana), gruppo di specializzazione in giornalismo medico-scientifico della F.N.S.I. – Federazione Nazionale Stampa Italiana. Si occupa di Uffici Stampa nazionali, Comunicazione istituzionale, Cultura e Spettacolo, con frequenti «incursioni» anche nel settore medico-scientifico, con particolare interesse per la fitoterapia e l’aromaterapia. Scrive per la pagina Cultura e Spettacolo del quotidiano Gazzetta del Sud, oltre che per altre testate nazionali, quotidiane e periodiche, tra cui la rivista medica MTM – Medical Team Magazine. Fra le altre testate, cui ha prestato la sua opera, figurano i quotidiani «II Tempo», «Avanti!», «La Gazzetta del Mezzogiorno», «Il Giornale di Napoli», «Agenzia Giornalistica TuttoCalcio», «II Resto del Carlino», «L’Umanità», «Corriere del Giorno», «Corriere dello Sport-Stadio», «Giornale di Sicilia», «Tuttosport», «II Quotidiano della Calabria», «OG – Informazione» (organo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti), «Il Carabiniere» e il settimanale «Grand Hotel», edito dalla Casa Editrice Universo. Ha pure curato un reportage per «Cronache Italiane» e diretto uffici stampa di trasmissioni televisive per la rete nazionale della Rai e per oltre alcuni anni (nelle edizioni gestite dalla Publispei) ha fatto parte dell’ufficio stampa del Festival di Sanremo e della Vela d’Oro di Riva del Garda. Ha diretto le testate giornalistiche «MondoVip», «Sanremo Notte – Festival», «Lo Spettacolo» e altre testate. Ha inoltre fondato un’etichetta editoriale attraverso la quale ha pubblicato diversi volumi di filosofia (da Benedetto Croce a Kant) e di saggistica in genere. Per il giornalismo ha, finora, ottenuto quattro riconoscimenti: il premio «Penna d’Oro 1987» a Riva del Garda, il premio «Vela Azzurra 1987» presso il 501 Hotel di Vibo Valentia, il «Proserpina 1990» e il «Pino d’Oro 1995».